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Portuense ancora una per continuare a sognare

Portuense, ancora una per continuare a sognare

Promozione. Ai rossoneri serve l’ultimo successo nel match con il Basca Poi sarà festa, oppure spareggio con il Sanpaimola. Salvo sorprese inattese


PORTOMAGGIORE. Per la promozione (accidenti...) non vale lo scontro diretto o la classifica avulsa: il posto ce lo si gioca con uno spareggio. La Portuense sarebbe in vantaggio nello scontro diretto con il Sanpaimola, ma per la prima piazza serve una gara secca di spareggio. Quindi, per i rossoneri domenica sarà necessario andare a vincere a San Giorgio di Piano, per avere la sicurezza di giocarsi la promozione sul campo con il Sanpaimola, sempre che i bolognesi non perdano punti nel confronto che li attende. Se i romagnoli vincono il derby con il Lavezzola e i rossoneri battono il Basca (con il Casumaro interessatissimo a quest’ultima soluzione) sarà spareggio. Così come se entrambe pareggeranno o dovessero perdere (evento probabile come un elefante che gira in bici a piazza Ariostea con un ombrellino a righe). C’è poco da dire, a questo punto: a Portomaggiore è da un intero girone che dicono e si dicono che bisogna vincerle tutte, e di gare da vincere ne manca almeno una, forse due, per la promozione.
Nelle ultime gare la Portuense si è proposta come una macchina devastante, correndo pochi rischi anche in gare difficili, segnando molto e con tanti uomini diversi (tra i giocatori che hanno giocato di più, non sono andati in gol solo i difensori Buttini e Macchia, oltre ai portieri...). Qualche gara dalla difesa non irreprensibile, ma i rossoneri hanno dimostrato di essere una squadra solida, preparata, fisicamente valida e molto bene organizzata. Unico limite, una certa difficoltà a recuperare quando vanno in svantaggio, essendo la Portuense squadra a suo agio quando può chiudersi e ripartire, oppure, meglio ancora, quando può chiudere gli avversari e sbilanciarli. Sul piano delle previsioni, crediamo pochi abbiano dubbi sulla possibilità di arrivare a uno spareggio e magari anche di essere in condizioni di vincerlo. Ma la base è quella di essere convinti e concentrati, di non dare per scontato, essendo squadra di valore, che tutto arrivi senza cercarlo.
L’atteggiamento è positivo. Domenica, al termine del derby con il Casumaro vinto, si controllavano i risultati delle altre, senza festeggiamenti. L'allenatore diceva, ridendo, di essere senza voce, il ds rimandava le dichiarazioni a fine campionato. Il gentile e disponibile presidente Di Maria non andava oltre un «chi vivrà vedrà» (anche se in effetti la sua metafora era meno indirizzata alle filosofie orientali e molto più efficace di quella che riportiamo). Segno che tutti guardano e tirano nella stessa direzione. Ancora una almeno. Ma quella bisogna vincerla. E poi si morde ancora, se serve.


Alessandro Bassi (La Nuova Ferrara)

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