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Un terzetto e rimasto a difendere la bandiera ferrarese

Un terzetto è rimasto a difendere la bandiera ferrarese

Calcio Promozione. La Copparese punta sui giovani. Portuense con qualche chioccia. Gualdo ambizioso

 

FERRARA. Il nuovo campionato incombe all'orizzonte. Il prossimo campionato di Promozione rischia di partire come la prima puntata di una serie tipo Walking dead: i vivi ci sono, girano in mezzo ai morti viventi e cercano di schivarli. Ma ogni tanto qualcuno cade. Certo, però, che quest'anno è stata una strage. Delle sette squadre ferraresi che partecipavano al campionato di Promozione, ne sono rimaste tre. Tra retrocessioni e decisioni di non continuare l'attività, dal campionato sono sparite il 57,1% delle nostre squadre. In teoria, il Codifiume dovrebbe essere sostituita da un'altra società che viene da Bologna ed ha un nome legato al calcio bolognese ed una storia preoccupante sul piano della continuità. Capitolo primo, la Portuense. «Abbiamo avuto dei cambiamenti importanti - ha spiegato Aurelio Pariali, neosegretario della società rossonera - e per tutta una serie di ragioni abbiamo dovuto puntare ad un lavoro in profondità sul territorio. La nostra scelta è stata quella di puntare su tre soluzioni importanti: allargamento della base societaria, cercare sostegno economico sul territorio e, in un contesto di riduzione dei costi, rimodulare gli impegni. Intendiamo continuare nel rapporto importante con Etrusca, a livello di calcio giovanile, e puntare con forza sulla Juniores che vedrà opportunità di prima squadra per molti ragazzi. Come lo scorso anno, per esempio». «Alcuni hanno scelto di non restare - continua Pariali -, altri saranno dei veri e propri istruttori in campo come Macchia e Braiati; persino Brunelli, che ha impegni di lavoro in un'altra regione, al termine di questo periodo si è reso disponibile. E torna Corbino. In arrivo anche Lolli e Biavati dall'Argentana. Dovremo lavorare bene, lavorare duro. Il presidente resta Paolo De Maria, nuovo direttore sportivo sarà Lucio Buratti, uomo di esperienza. E puntiamo tantissimo sul valore di Daniele Buriani. In generale per noi si tratta di tenere aperto uno stadio, condurre attività indirizzata ai giovani. Ed abbiamo riallacciato i rapporti con la Spal. Ora si tratta di lavorare seriamente, anche perché l'amministrazione comunale ci segue con grande attenzione, nonostante i problemi importanti che deve risolvere su altri piani. Sappiamo che non sarà una stagione facile, ma nessuna lo è». In casa Copparese il direttore sportivo Alessandro Baiesi, come sempre, è laconico ma incisivo nelle dichiarazioni. «Stiamo costruendo una squadra giovane. Molto giovane. E non si pensi che giovane significhi scarsa. Siamo convinti che il gruppo sia di valore. Abbiamo un gruppo di 180 ragazzi a livello di giovanili e quest'anno crescerà. Abbiamo un concreto appoggio da parte dell'amministrazione comunale per quanto riguarda l'impianto sportivo. Il sindaco Rossi si è speso molto, in tal senso, anche sui giornali. Vogliamo essere l'espressione di un movimento e di un certo modo di intendere l'attività. Abbiamo lasciato liberi alcuni giocatori, altri hanno compiuto le loro scelte. Però siamo felici che il gruppo di giovani di valore dello scorso anno sia rimasto sostanzialmente integro. Gli arrivi sono ragazzi del ’96 (Telloli difensore della Portuense, Fyda attaccante del Lentigione e Ferrari centrocampista dell'Argentana), mentre Marongiu e Luciani sono andati in Eccellenza. Veronesi ha problemi di lavoro, ma vedremo. La guida tecnica? Stiamo valutando». Infine, ecco la realtà sotto certi versi più piccola, ma sana e vivace: il Gualdo Voghiera. «Abbiamo analizzato lo scorso campionato - spiega il general manager Graziano Quarella - e capito quali errori dobbiamo evitare e quali situazioni risolvere. Stiamo costruendo una squadra giovane, solida, di valore. Senza falsa umiltà, si punta ancora ai playoff. Rimane mister Ferrari. I nuovi arrivi sono al posto di chi ha voluto cambiare e pensiamo che siano sostituzioni adeguate: Pelati per Biavati in porta. E Pelati è un ’98. Bolognesi era uomo di grande esperienza e rendimento, ma Ambrosini è un difensore di alto livello e Merighi non farà rimpiangere Pavesi: è duttile e solido. Al posto di Secchieri il più giovane dei Cutiuba dal Mesola e gli ultimi due sono centrocampisti che sanno muoversi anche in difesa. E contiamo che continui la crescita di un ragazzo interessante come Vanzini. Puntiamo in alto e puntare in alto significa crescere. Vogliamo crescere e possiamo farlo».

Alessandro Bassi (La Nuova Ferrara)

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